Dal 1919 in avanti Aurelio Beltrami dedica tutta la sua attività all' Istituto Radiotecnico Aurelio Beltrami, che sforna generazioni di tecnici di alto livello.
Nel 1940 viene richiamato alle armi e distaccato a Taranto come Capitano delle Armi navali dove resta fino al settembre del 1942 quando rientra a dirigere il suo Istituto. In questi anni acquista la proprietà di Dumenza, sulle montagne che sovrastano il Lago Maggiore al confine con la Svizzera, dove fa trasportare le apparecchiature tecniche più preziose dell'Istituto per evitare che vengano danneggiate dagli eventi di Guerra.
Terminata la guerra, prosegue con vigore la sua attività di studioso, di creatore di brevetti, di docente e di organizzatore.
Muore improvvisamente nel 1967.
Nel suo testamento lascia la gestione dell' Istituto Radiotecnico al Comune di Milano e destina i suoi beni personali alla costituenda Fondazione Aurelio Beltrami. Questa avrà come scopo quello di gestire il patrimonio e, con l'utile netto, erogare contributi al Collegio Ghislieri e attribuire a studenti meritevoli borse di Studio intitolate a sua madre Silvia Portesani, a suo padre Francesco e a sua sorella Ida.
Sintesi della biografia di Aurelio Beltrami, ricavata dal fascicolo di Franco Soresini edito dalla FAB nel 1987, e disponibile in versione completa presso la FAB stessa. |
|
 |
| Cremona |
|